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Casa ereditata: documenti e tasse

Se sei in possesso di una casa ricevuta in eredità e hai intenzione di metterla in vendita, probabilmente ti chiederai quali siano i documenti necessari e le tasse che dovrai pagare.


A prescindere dal fatto che si voglia o no mettere in vendita l'immobile ereditato, questo comporta un costo e degli oneri per l’erede. Quest'ultimo, infatti, è chiamato a corrispondere tasse ed imposte necessarie non solo all’accettazione dell’eredità, ma anche per la sua messa in vendita.





Casa ereditata: i documenti

Per vendere una casa ereditata è richiesta la presentazione di tutti i documenti necessari alla vendita di un qualsiasi immobile.


GUARDA IL VIDEO: "Documenti necessari alla vendita di casa"

Oltre a questi documenti, te ne serviranno anche degli altri.

Più nello specifico dovrai essere in possesso di:

  • planimetria e visura catastale

  • APE (attestazione di prestazione energetica)

  • certificati di abitabilità/agibilità

  • attestati di regolarità degli impianti

  • certificati di ipoteca sull’immobile

  • documenti personali




Dove trovo questi documenti?

Per la planimetria catastale e la visura catastale storica, puoi rivolgerti alle agenzie specializzate che trovi online oppure all’Agenzia delle Entrate. Per avere valore legale, questo documento dovrà essere certificato, quindi non è sufficiente una visura online di sola consultazione, come quelle che puoi ad esempio scaricare dallo stesso sito dell’Agenzia delle Entrate.


Per richiedere l’attestazione di prestazione energetica aggiornata, bisognerà effettuare una nuova emissione da parte di un tecnico certificatore.


La stessa procedura si attua per la redazione del certificato di abitabilità, per attestare la conformità degli impianti, la loro sicurezza, la presenza del collaudo e delle condizioni sanitarie minime per l’abitabilità di un edificio.


L’attestazione di regolarità degli impianti, solitamente viene rilasciata dal tecnico abilitato che ne ha eseguito l’installazione. In caso ne fossi sprovvisto, puoi chiederne una copia al tecnico che l’ha redatta originariamente. Se ciò non fosse possibile, dovrai rivolgerti ad un altro professionista in grado di certificare la conformità degli impianti.





Nel caso in cui non fossi a conoscenza dell’attestazione sulla presenza di un’ipoteca sull'immobile, potrai richiederne la verifica all’Agenzia delle Entrate. Nel caso in cui ne fossi a conoscenza, invece, dovrai farne richiesta alla banca che ha emesso il credito connesso all’ipoteca.


I documenti personali possono essere richiesti all’ufficio anagrafe e stato civile del comune di residenza. Alcuni comuni rendono possibile l’emissione direttamente online.


Per i documenti riguardanti divorzi o separazioni dovrai rivolgerti al tribunale che ha emesso la sentenza o presso il quale è in corso il processo di separazione.


Eredità: accettare o rifiutare?

Accettare un’eredità non è obbligatorio; infatti potresti anche decidere di non accettarla, rifiutando qualsiasi bene. Per poterlo fare è necessario presentare un’apposita domanda al tribunale competente per il luogo di decesso del defunto. Qui si registra la non accettazione dell’eredità.

Una volta registrato l’atto di rinuncia all’eredità non si potrà più vantare alcun diritto neanche in caso di vendita o di cessione ad altro titolo dei beni relativi all’eredità stessa.





Al contrario, se decidi di accettare un’eredità, la dichiarazione di successione non servirà solo in caso di vendita di un immobile, ma per vendere qualsiasi bene che faccia parte dell’eredità stessa.

Con questo documento si dichiarano tutti i beni del defunto, sui quali il fisco calcolerà le imposte dovute.


Per registrare l’accettazione dovrai presentare l’atto di successione ed il certificato di morte della persona di cui sei diventato erede ad un notaio .


Casa ereditata: tassa di successione e tasse sull’immobile

Prima di mettere in vendita una casa ereditata, dovrai riconoscere un’imposta di successione, che varia a seconda della parentela tra il defunto e chi riceve l’eredità.


In particolare è previsto il pagamento di una percentuale sul valore catastale secondo questo schema:

  • 8% per il convivente o altri gradi di parentela esclusi dai punto che seguono

  • 6% per fratelli e sorelle (con franchigia)

  • 6% per zii, cugini, nipoti, suoceri e cognati (senza franchigia)

  • 4% per figli e coniugi (con franchigia)

Nel caso dei fratelli e delle sorelle è applicata una franchigia pari a 100.000 euro.

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