Verso 100mila alloggi in dieci anni: come cambia l'edilizia con il nuovo Piano casa 10 miliardi
- Alex

- 8 giu
- Tempo di lettura: 3 min
L'annuncio del nuovo Piano casa segna l'avvio di una complessa strategia decennale che punta a mobilitare risorse imponenti per rispondere a una delle priorità più avvertite dai cittadini: l'accesso ad alloggi di qualità a prezzi accessibili.

La centralità del provvedimento è stata sottolineata direttamente dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha evidenziato come l'indice di sforzo sul mutuo – il rapporto tra stipendio netto e costi per l'abitazione – abbia significativamente superato il livello di guardia del 33% nelle principali città italiane, toccando il 36% a Roma e superando il 47% a Milano.
Proprio queste due città si confermano tra i contesti europei in cui per un giovane è più complesso acquistare un immobile, evidenziando un'emergenza che colpisce duramente la cosiddetta "zona grigia": una fascia significativa di popolazione che, pur lavorando e pagando le tasse, si ritrova esclusa dalle graduatorie delle case popolari ma allo stesso tempo impossibilitata a sostenere i prezzi del libero mercato.
I tre pilastri strutturali del Piano casa
L'impianto normativo e finanziario del pacchetto poggia su tre direttrici ben distinte, strutturate attraverso un decreto legge dedicato al piano abitativo e un disegno di legge focalizzato sul tema degli sfratti.
1. Il recupero dell'edilizia residenziale pubblica
Il primo pilastro si concentra sulla rigenerazione e il recupero del patrimonio pubblico esistente, con l'obiettivo dichiarato dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini di rimettere in circolo, entro un anno, 60mila alloggi popolari attualmente non assegnati a causa di occupazioni abusive o necessità di interventi strutturali e di adeguamento degli impianti. Per sostenere questa operazione, il Mit mette a disposizione circa 5 miliardi di euro, inseriti in un pacchetto complessivo da circa 6 miliardi gestito da Invitalia. Questo stanziamento, che includerà anche risorse per la rigenerazione urbana e il recupero dell'edilizia residenziale sociale, vedrà l'attivazione immediata di un fondo ad hoc da 1,7 miliardi e introdurrà formule come il rent to buy, finalizzato al riscatto finale dell'immobile in locazione.

2. Housing sociale e canone calmierato
Il secondo asse d'intervento si rivolge specificamente alla "fascia grigia" attraverso l'housing sociale. Lo strumento individuato è il Fondo Housing Coesione gestito da Invimit, che partirà con uno stanziamento iniziale di 100 milioni di euro per poi mobilitare complessivamente 3,6 miliardi di euro a seguito della revisione dei fondi di Coesione. Come precisato dal ministro Tommaso Foti, Invimit opererà tramite un "fondo di fondi" incaricato di selezionare diverse Sgr; queste avranno il compito di rimettere in circuito gli immobili attualmente inutilizzati, applicando un vincolo d'uso ventennale e l'obbligo del canone calmierato.
3. Investimenti privati e tutele per le famiglie
La terza linea di azione punta sul coinvolgimento dei capitali privati, supportati da un intervento iniziale di Cassa depositi e prestiti pari a 460 milioni di euro. In questo ambito, lo Stato garantirà semplificazioni burocratiche e l'introduzione di procedure accelerate, prevedendo la nomina di un commissario straordinario per i grandi investimenti che superano il miliardo di euro.

Parallelamente, il piano prevede il rifinanziamento pluriennale con 670 milioni di euro del Fondo di garanzia Consap per l'acquisto della prima casa, che innalzerà la garanzia statale fino al 90% per le famiglie numerose.
Lo scontro politico sulle regole burocratiche
La definizione della governance del piano – che mutua il modello a forte semplificazione e con commissari già utilizzato dal ministero dell'Università per i target Pnrr – ha registrato un acceso confronto politico in Consiglio dei ministri. Il dibattito ha visto contrapposti il ministro delle Infrastrutture Salvini e il ministro della Cultura Alessandro Giuli in merito al ridimensionamento del ruolo delle soprintendenze nella fase iniziale dei recuperi. La mediazione della presidenza del Consiglio e un successivo approfondimento tecnico hanno infine sbloccato il testo, salvaguardando l'avvio delle procedure accelerate necessarie per raggiungere i target prefissati.





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