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Mercato immobiliare in Italia: prospettive 2023 in calo con stabilizzazione dei prezzi

Il mercato immobiliare italiano, nel 2023 si preannuncia in calo, segnando una fase di stabilizzazione dopo l'aumento dei prezzi nel 2022 (+3,1%). Le transazioni immobiliari subiranno una forte flessione, attestandosi intorno alle 700.000 unità.


Attualmente, si sente spesso parlare del problema degli affitti elevati, che è stato portato all'attenzione dal movimento studentesco in seguito all'aumento dei canoni post Covid. Questa problematica si estende anche ai prezzi elevati in alcune grandi città.


Queste tematiche saranno predominanti per il futuro di un mercato che nel 2022 ha dimostrato una notevole ripresa, registrando oltre 780.000 compravendite e superando le aspettative di rallentamento.



Ad oggi, con i tassi di interesse notevolmente più alti rispetto a poco più di un anno fa, diventa difficile per molte famiglie sostenere i pagamenti del mutuo. Inoltre, l'incertezza generale che caratterizza il nostro periodo attuale porta a chiedersi se il settore residenziale manterrà l'appeal che ha sempre avuto per gli italiani.



Secondo Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, il mercato abitativo ha continuato a riprendersi nel 2022, nonostante una flessione nel quarto trimestre, dovuta principalmente alla rapida crescita dell'inflazione e all'aumento conseguente dei tassi di interesse. I primi segnali negativi emersi alla fine dello scorso anno fanno presagire il rischio di un rallentamento o addirittura di un'inversione di tendenza in futuro. L'inflazione e i tassi elevati stanno spingendo verso comportamenti più cauti, con l'obiettivo di ridurre i consumi e aumentare il tasso di risparmio. L'accesso al credito sta diventando più difficile, con condizioni di accesso più sfavorevoli e restrizioni da parte delle banche.


Mercato immobiliare in Italia: un rallentamento nel 2023

In Italia, almeno la metà delle compravendite avviene attraverso mutui: alla luce di ciò è inevitabile che queste dinamiche abbiano un forte impatto sull'attività del mercato immobiliare residenziale.


Breglia prevede quindi una diminuzione delle compravendite del 7% nel 2023, scendendo a 726.000 unità. Le previsioni di Tecnocasa sono ancora meno ottimistiche. Secondo Fabiana Megliola, dell'ufficio studi del network immobiliare, ci si aspetta un rallentamento del mercato immobiliare residenziale, con una diminuzione delle transazioni che si attesterà tra 680.000 e 700.000.



Prezzi residenziali: stabilità con un rallentamento in vista

E per quanto riguarda i prezzi? Dopo un aumento del 3,1% nel 2022, diversi esperti prevedono che nel 2023 ci sarà una crescita inferiore a quella cifra o una stabilizzazione dei valori. Tuttavia, in alcune zone di alcune città, i prezzi sembrano quasi fuori controllo. Ad esempio, Tecnocasa prevede un aumento compreso tra l'1% e il 3%.


Secondo Nomisma, la guerra, l'inflazione e i tassi di interesse causeranno una diminuzione del 14,6% delle compravendite immobiliari a livello nazionale nel 2023, pari a 670.000 unità, e una diminuzione del 18% dei nuovi mutui.


Scarsa offerta di nuove abitazioni

Il mercato immobiliare italiano è anche influenzato dalla scarsa offerta di abitazioni moderne e innovative a causa dei ritardi nei cantieri degli ultimi dieci anni. Alla fine del 2022, le transazioni tra privati relative a nuove abitazioni sono state circa 74.000 a livello nazionale, con un aumento di circa dieci punti percentuali rispetto al 2021. Il mercato ha comunque retto (nel 2021 c'è stato un aumento del 34% rispetto al 2020, con 67.500 scambi), ma l'offerta rimane limitata rispetto a una domanda in crescita.


I cantieri ancora oggi sono rallentati a causa delle difficoltà di approvvigionamento dei materiali e degli aumenti dei costi delle materie prime.


A sostenere il settore ci sono grandi investitori che hanno scoperto da qualche tempo gli appartamenti come fonte di reddito, ma non solo, come una nuova classe di attività su cui puntare. Principalmente, si tratta di investitori internazionali che si concentrano su immobili multifamiliari, alloggi per studenti e case di cura, anche se il numero di tali investimenti è ancora relativamente basso.

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