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Affitti Bologna 2022: perché è impossibile trovare casa?

Affittare e prendere in affitto un appartamento non è quasi mai una passeggiata, poiché racchiude in sé delle azioni macchinose come creazione o ricerca di annunci, contratti, richieste dei proprietari e pretese degli inquilini.

Per quanto riguarda la città di Bologna, trovare casa è ancora più complicato, soprattutto quando ci si avvicina ai periodi autunnali, in cui ricomincia l'anno accademico e la vita universitaria per gli studenti che arrivano in questa splendida città da ogni parte d'Italia.


Nelle ultime settimane sono oltre 600 le persone che si sono iscritte al gruppo Facebook chiamato “Offro/cerco casa a Bologna”, noto punto di riferimento per tutti coloro che cercano o offrono un appartamento o una stanza. Scontato dire che la maggior parte di queste persone sono studenti e studentesse che, in vista dell'inizio delle lezioni, ricercano una sistemazione definitiva dentro e fuori le mura di questa città.


Come sempre quando vengono postati foto e annunci sul famoso gruppo, questi iniziano a riempirsi di commenti nel giro di pochi minuti: più li si vedono in ritardo, meno probabilità c'è di aggiudicarsi almeno una visita all'appartamento. Alla luce di ciò, trovare casa a Bologna è diventata un’impresa che molti definiscono disperata.



Affitti Bologna: la situazione universitaria

Il problema di "come trovare casa" non è certo recente e non riguarda solo la città di Bologna, ma quasi tutte le città universitarie italiane con maggiore rilievo. Quest'anno, però, la situazione nella nostra città sembra essere particolarmente grave sia per via delle caratteristiche della città, sia a causa di molti cambiamenti avvenuti negli ultimi anni: gli studenti universitari sono sempre in aumento, oggi sono 90mila (compresi circa 20mila nelle sedi di Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini), e le case sono sempre meno, perché molte sono sfruttate su Airbnb, la piattaforma usata soprattutto per gli affitti brevi, dai turisti.


Inoltre, molti studenti hanno imparato a eseguire pratiche di subentro, piuttosto che far scadere naturalmente i contratti, prorogando gli stessi negli anni.



Airbnb e l'overtourism

Sin dalla sua nascita, Airbnb ha contribuito a trasformare il mercato immobiliare di molte città italiane e di tutto il mondo in affitti brevi, destinati a uso turistico, quindi quindi tolti dal mercato delle locazioni per le persone residenti o in procinto di trasferirsi.

La piattaforma gode del privilegio di avere pochissime regole e scarsi controlli: proprio per questo il fenomeno è riuscito a raggiungere dimensioni abissali, contribuendo al cosiddetto overtourism, cioè il sovraccarico di turisti in alcuni periodi dell’anno, e all’aumento dei prezzi per affittare una casa o una stanza.


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La città di Bologna soffre in particolar modo delle conseguenze di questo sviluppo incontrollato. La notevole crescita del turismo ha modificato quelli che erano degli equilibri immobiliari e, per certi versi, è mutato anche l'aspetto sociale di questa città storicamente molto attrattiva e rinomata per la sua università, e quindi abituata ad accogliere ogni anno migliaia di nuovi iscritti da ogni parte d’Italia e non solo. Le conseguenze di questo cambiamento sono evidenti non soltanto sui prezzi degli affitti, ma anche sulla disponibilità di stanze e appartamenti: la domanda di case è molto più alta dell’offerta.


Affitti Bologna: lettera al sindaco

Gaia Sallemi, giovane laureata in Giurisprudenza e lavoratrice, nei giorni scorsi ha scritto una lettera al sindaco Matteo Lepore, ovvero un appello per chiedere un intervento diretto del comune.


In questi giorni sono impegnata in prima persona nella ricerca di una sistemazione temporanea, e quello che ho osservato è uno scempio dal punto di vista umano, prima che legale. Prima tra tutti, colpisce la scarsissima disponibilità di immobili, che i proprietari preferiscono gestire tramite Airbnb. Le poche alternative disponibili hanno prezzi inaccettabili in proporzione alla qualità di quanto offerto.

La ragazza ha segnalato alcune delle condizioni estreme che gli studenti sono costretti ad accettare ogni anno per trovare una sistemazione: la situazione è così critica che c’è chi propone in affitto il soggiorno di casa a 500 euro al mese, spese escluse.



Un'altra richiesta di aiuto circolata molto è quella di uno studente, disposto a offrire 100 euro in cambio della segnalazione di buoni annunci.


A prescindere che l’aspirante locatario sia uno studente o un lavoratore con contratto a tempo indeterminato e posizione stabile, in assenza di “garanzie” dei genitori o fideiussioni bancarie è impossibile superare le “selezioni” a cui si è sottoposti. - Sallemi

Cosa ci dicono i dati?

Stando ai diversi report, realizzati da Nomisma e da Immobiliare.it, dal 2020 il prezzo degli affitti a Bologna è cresciuto in media del 5% ogni anno. Tuttavia, negli ultimi due anni, l’andamento dei prezzi è poco indicativo, a causa delle condizioni eccezionali dovute alla pandemia: gli effetti delle restrizioni, soprattutto le lezioni da remoto e l’impossibilità di viaggiare per turismo, hanno parzialmente nascosto i problemi tornati evidenti nelle ultime settimane con l’inizio del nuovo anno accademico.


Affitti Bologna: una soluzione?

Molte associazioni, negli ultimi anni, hanno avanzato la richiesta di controllare lo sviluppo del mercato degli affitti brevi. Pensare Urbano, un gruppo informale di persone che ha organizzato diversi incontri sul tema, ha promosso una raccolta firme per chiedere al comune di introdurre nuove regole per limitare l’influenza delle piattaforme sul mercato.

In Consiglio comunale è stato presentato un ordine del giorno, approvato, ma finora gli interventi sono stati limitati perché gli enti locali hanno poco potere.

I comuni devono immaginarsi in fretta strumenti nuovi, altrimenti il territorio sarà sempre più ingovernabile. Purtroppo i problemi sono peggiorati per gli studenti e ora coinvolgono anche molte famiglie che a causa degli effetti della pandemia hanno redditi più bassi. Le città devono decidere dove investire, se mettere i soldi a disposizione del turismo di massa o a favore dei loro abitanti. - Fabio D’Alfonso, portavoce di Pensare Urbano

Fino a questo momento, il comune ha cercato di intervenire soprattutto per aumentare l’offerta abitativa con l’obiettivo di regolamentare i prezzi. È già stata fermata la vendita delle case popolari, che il comune vuole ristrutturare e aumentare. Recentemente è stato rinnovato l’accordo per incentivare il canone concordato, un contratto di affitto regolato a prezzi generalmente più bassi rispetto al mercato: il comune ha stanziato 1,3 milioni di euro come compensazione per i proprietari che vi aderiscono.



Per limitare lo sviluppo delle piattaforme servirebbe un intervento del governo a livello nazionale, come chiesto da molte città italiane negli ultimi anni.


Stiamo facendo pressione a livello nazionale affinché si legiferi sugli affitti turistici e stiamo creando un osservatorio metropolitano per studiare la condizione abitativa in città e analizzare questo fenomeno. Con altre 15 città europee, inoltre, abbiamo scritto alla Commissione europea per chiedere anche una legge europea che vada a regolamentare questo mercato perché, come Bologna, tante città si trovano ad affrontare un effetto distorsivo di una piattaforma che era nata con un altro scopo e ora viene usata anche dalla grande speculazione: questa va colpita. -Emily Clancy, vicesindaca di Bologna e assessora alla Casa e all’emergenza abitativa

Anche l’università di Bologna si sta mobilitando in questo senso, e ha introdotto nuovi aiuti per gli studenti in difficoltà economiche, come un contributo per l’affitto da mille euro per 600 studenti. Questo sostegno va ad aggiungersi alle borse di studio regionali, chiamate Er.go, con contributi diversi a seconda del valore del proprio ISEE. Tutte queste misure, molto apprezzate dagli universitari, purtroppo risolvono la mancanza di appartamenti. Le nuove residenze universitarie finanziate dall’università saranno pronte nei prossimi anni, per un totale di poco meno di 600 posti letto.


Per incidere sul mercato degli affitti sono necessari anche altri interventi, soprattutto limitare l’espansione degli Airbnb. Una delle misure meno considerate è l’aumento del trasporto pubblico: rendere i collegamenti più veloci ed efficienti, anche nelle ore notturne come sta cercando di fare il comune, può contribuire ad allargare il raggio delle abitazioni accessibili. - Stefano Dilorenzo, segretario di Sinistra universitaria

Ad ogni modo, diverse e ingegnose soluzioni non mancano: il vero problema è capire quale può essere il loro impatto su un mercato particolare come quello di città universitarie come Bologna. Il rischio è che il mercato trovi il modo per aggirare le poche regole e gli affitti brevi continuino a essere più redditizi per i proprietari, rendendo vani i tentativi pubblici di incidere sui prezzi.

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